Wednesday, January 21, 2009

Gli italieni... visti dalla Zadie

Zadie Smith ha vissuto per due anni a Roma con il marito Nick Laird, anche lui scrittore. In un'intervista pubblicata sul web (qui la trovi completa) racconta *:

Nel tuo saggio Il fallimento riuscito pubblicato su "Internazionale" il 28 dicembre 2007, ti confronti con il ruolo dello scrittore, del lettore e del critico. E' strano in Italia leggere queste riflessioni. Il discorso sulla letteratura è un dibattito molto sentito nel mondo anglosassone?

E' vero c'è questa sensazione in Italia: non c'è discussione nel mondo della letteratura. Quando leggo "Vanity Fair", per imparare l'italiano, mi sorprendono le pagine delle recensioni dei libri che non sono problematiche, sono scritte in questo modo lirico come se per trattare di letteratura sia necessario utilizzare un linguaggio retorico e teatrale. Questo non si usa molto in Inghilterra o in America dove c'è una maggiore coscienza della divisione degli stili di fronte a un romanzo, che annuncia subito l'anima dello scrittore: le più ovvie divisioni sono tra realismo e fantasia, liricismo e minimalismo (painless). Alcuni stili sono subito esemplificati citando i capostipiti, come Kafka, Cecov e Carver, e c'è anche una seria divisione di sensibilità che portano a delle discussioni incredibilmente violente che non esistono in Italia. Inoltre mi sembra che culturalmente si legga poco qui. Una cosa che mi ha scioccato qua a Roma è vedere quanto poco leggano i giovani nei luoghi pubblici, come nei caffè, sugli autobus, sui treni rispetto a Londra e New York. In questo poco, mi sembra che i giovani leggano pochi romanzi italiani e molti autori americani.

[…]

Sullo sfondo di Della bellezza c'è la guerra di Haiti che non tocca mai, se non superficialmenti, gli attori del romanzo. Che cosa volevi dire con queste presenze?

Cerco di essere sempre il più accurata possibile quando scrivo di come ci si sente nel mondo, di immedesimarmi in un dato luogo e in un dato tempo e di rappresentare realisticamente la coscienza dei personaggi. Trovo che la coscienza politica, religiosa e morale è molto limitata, una specie di cattiva coscienza sullo sfondo, una indifferenza. Quando sono stata a Boston si vedevano i rifugiati di Haiti, ma appena svoltato l'angolo scomparivano dalla mente, come i romeni qui a Roma. A nessuno interessava relamente la loro condizione. Non credo che questa sia una impostazione politicamente scorretta, ma realistica. Altri aspetti del politicamente corretto sono insopportabili, come la tolleranza. Tollerare è un'offesa. Non capisco come si possa riferire a un essere umano. Che cosa significa "ti tollero"?

E ancora: «La gente è simpatica, mi piacciono la lingua, l’arte, i vecchi film. E poi sono stata attirata dalla spiritualità che si respira qui. Però, soprattutto con le ultime elezioni la situazione è precipitata: come se fossimo tornati agli anni Cinquanta. Così, oggi, ho voglia di fare le valigie».



* Chiedo scusa per la traduzione non proprio perfetta, che non è mia.

3 comments:

  1. Anche io ho voglia di fare le valigie e al più presto vedrò di sondare il terreno per emigrare.
    Spero di farcela.
    Gio
    P.S.: anche io mi stupisco sempre di come moltissimi non leggano in treno o sul tram...

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  2. I'm just reading this book (and really enjoying it!) and I would like to know, what you comment on it, would you please say it in english??

    by the way, since you have "othello" on your all time favourites and are interested in world literature - do you know the writing back of othello by Tayeb Salih "season of migration to the north"? incredible book!

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  3. Which book by Zadie Smith are you reading, is it "On Beauty"? I read it a couple of years ago and I absolutely loved it. Some people say that it's not her best but I enjoyed every sentence of it. All the characters are still so alive in my mind that I could easily imagine them carry on with their lives...
    My favourite book by Zadie Smith is definitely "White Teeth": it's the kind of book that you take every now and then just to open a random page and read a page or two. I was reading it at the airport waiting for a flight and I kept laughing by myself, crazy! Even though some parts are not that funny it's overall quite comical...

    I didn't know "Season of Migration to the North", but it seems a very interesting book. I will add it in my TBR list!

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