Saturday, August 1, 2009

20. “La Morte a Venezia” di Thomas Mann


Anno di prima pubblicazione: 1912
Genere: romanzo breve
Paese: Germania / Italia

Sull’autore: Thomas Mann nacque a Lubecca, in Germania, nel 1875. Si dedica fin da giovanissimo al giornalismo e alla letteratura, come il fratello maggiore Heinrich. Lavora per un breve periodo in una compagnia di assicurazioni e poi decide di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. Durante un soggiorno in Italia comincia a lavorare al suo romanzo più famoso, I Buddenbrook (1901). Fanno seguito alcuni racconti novelle, tra cui Tonio Kroeger (1903) e La Morte a Venezia (1912), e poi un altro romanzo, La Montagna Incantata (1924). Nel 1929 gli viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura e nel 1933, con l’arrivo del nazismo in Germania, si trasferisce prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti.

Trama: Un famoso scrittore decide di prendersi una vacanza. Dopo un paio di tentativi falliti, capisce che la destinazione ideale è Venezia, così decide di prendere una camera in un hotel del Lido. Tra i vari soggiornanti dell’albergo c’è un giovane ragazzo polacco dalla bellezza impressionante di cui lo scrittore s’invaghisce senza azzardarsi a rivolgergli la parola.

Alcuni pensieri: Sapevo che iniziando questo breve libro avrei incontrato Venezia e non la Venezia allegra delle calli rumorose e delle serate in campo che piace a me, ma una Venezia tetra e cupa dove regnano la peste e i cattivi odori. Sapevo che iniziando questo breve libro avrei incontrato la morte alquanto insensata di uno scrittore per un’ossessione assurda, quella per un ragazzo con il quale non ha mai scambiato una sola parola e di cui non sa niente se non il nome. Ma non sapevo che avrei incontrato un alone di mistero che ricopre tutta Venezia, le sue chiese barocche e il suo fascino decadente. Misteriosa è la fascinazione di Gustav von Aschenbach per il bellissimo adolescente Tadzio, un episodio di velata omosessualità e pedofilia ma descritto in modo innocente e naturale. La passione dello scrittore è quella che si prova di fronte ad un’opera d’arte o alla bellezza più pura della natura. La situazione in cui si trova invischiato Aschenbach rispecchia un’esperienza di Mann a Venezia raccontata dalla moglie dello scrittore (che non era né omosessuale né pedofilo). Mann era rimasto affascinato da un ragazzino molto attraente, ma non si era spinto fino al punto di inseguirlo per tutta Venezia. Ho visto anche il film di Luchino Visconti degli anni ’70, ugualmente misterioso, triste e cupo. Si tratta davvero di un racconto particolare, ma che in fondo, se ci si pensa bene, mette insieme eros e thanatos, l’amore e la morte, come in tante altre opere d’arte (mi viene in mente Baudelaire, ma si potrebbero citare decine di autori).

2 comments:

  1. Nel film di Visconti la figura di Gustav von Aschenbach è in realtà Gustav Mahler. Si spiega in tal modo il nero dei capelli che cola mentre muore il protagonista, infatti Mahler, durante un'esecuzione di un concerto fu vittima di una violente sudorazione che gli fece colare del colore dei capelli sulla fronte.
    Adoro Visconti, amo Mann.
    Un caro saluto
    Gio

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  2. Non sapevo di questo particolare, o meglio non l'avevo notato. Interessante...

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