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Thursday, September 16, 2010

Tishani Doshi @Festivaletteratura – 10 settembre

Mentre mi incammino verso il Palazzo di San Sebastiano, dove si svolgerà l’incontro con Tishani Doshi, c’è una ragazza che cammina spedita di fronte a me. E’ vestita come se fosse in pausa pranzo e lavorasse in un ufficio di Mantova, invece è Tishani Doshi, la giovane scrittrice indiana (ma meta gallese in realtà) che presenterà il suo libro “Il Piacere Non Può Aspettare”.
Quando arrivo la sala è già gremita e finisco in seconda fila ma molto di lato, cosicché una colonna mi impedisce la vista dell’intervistata, che decide di non sedersi al centro del tavolo, lasciandomi la vista della traduttrice Chiara e della presentatrice Lella Costa. Poco male, penso io, non mi farò distrarre dalla bellezza e dalla grazia di Tishani Doshi, cose ricordate da ogni intervistatore, quasi fosse la sua maledizione.
Intelligentemente Lella Costa legge dei passaggi del libro, facendo assaggiare al pubblico la poesia della scrittura di Tishani Doshi. Non poteva essere altrimenti, d’altronde, perché Tishani Doshi è innanzitutto una poetessa. Ha infatti scritto un libro di poesie chiamato “Countries of the Body”, molto emblematico della sua situazione. Nata dall’incrocio tra Galles e India, Tishani Doshi ha vissuto tutta la vita a cavallo tra le due culture, ma grazie al “piacere”, come dice lei, ha trovato un’appartenenza. Tutto il lavoro della Doshi, la scrittura poetica e romanzesca, ma anche la sua esperienza di ballerina con la celebre coreografa Chandralekha, ruota intorno al corpo e al piacere, che per Tishani Doshi significa fare quello che ti rende felice. Per lei il piacere non è una cosa superficiale, ma qualcosa di profondo. Con il suo libro ha voluto indagare su diversi tipi di piacere, diversi da quelli che sembrano essere obbligatori per una ragazza indiana, per esempio sposare un buon partito, avere dei figli e così via.
Il libro di Tishani Doshi parla d’amore, l’amore ideale di Babo e Sian, i protagonisti del romanzo, ma anche quello tra genitori e figli, tra sorelle o nonni e nipoti. L’intervistatrice osserva che la vera protagonista del romanzo è nonna Ba, che non si è mai spostata dal suo villaggio, ma che è riuscita a tessere la trama della famiglia per molte generazioni. In un libro ricco di spostamenti – dall’India al Galles e viceversa per le “estati ogni tanto” – è una cosa degna di nota.
Per rimediare al vestito “troppo precisino” di questo incontro, Tishani Doshi sceglie un sari per presentare l’arte di Chandralekha ad un altro evento, di cui è disponibile il video on-line. Vi consiglio caldamente di guardarlo perché vale la pena.

Tuesday, September 7, 2010

"Il Piacere Non Può Aspettare" di Tishani Doshi


Anno di prima pubblicazione: 2010
Genere: romanzo, saga familiare
Paese: India / Galles

Sîan e Babo si incontrano a Londra alla fine degli anni sessanta, lui è indiano e lei gallese. Fanno l’amore in un appartamento di Finchley Road, si innamorano e, nonostante le due famiglie siano sospettose, si sposano. Stranamente decidono di vivere in India, a Madras, e non nella già cosmopolita Londra. Hanno due figlie, Mayuri e Bean, diversissime tra loro. Una è calma e tranquilla quanto l’altra è imprevedibile e bizzosa, spiega in un momento di preveggenza nonna Ba.
Tishani Doshi ci squaderna odori ed impressioni non solo dell’India, ma anche del Galles. Sîan viene da un villaggio piccolissimo e piuttosto povero del Galles, dove tutti vivono in case ammassate una accanto all’altra come fiammiferi, con un minuscolo giardino davanti. Nel paese da cui viene è scandaloso persino farsi il buco alle orecchie, figuriamoci sposare uno sconosciuto che viene da un paese lontanissimo. Lui invece appartiene alla borghesia: nella casa di Madras c’è la servitù e le giornate di Sîan e Babo trascorrono anche nei numerosi club della città, tra cui quello degli espatriati. Sîan infatti ha numerose amiche di origine inglese o americana che hanno sposato uomini indiani e generato figli “metà-e-metà”, come li chiama l’autrice usando la voce di Bean da bambina e facendo un po’ l’occhiolino perché pure lei è metà-e-metà. Quello di Tishani Doshi è un viaggio all’inverso, come ho ricordato ancora in questo blog. E’ interessante come gli stereotipi si ribaltino: è il luogo di provenienza di Sîan, il paesino gallese, ad essere povero e provinciale, a far venir voglia di scappare per altre destinazioni e non tornare mai più, e non l'India, che per la famiglia della nostra storia è il paese degli agi.
Il vero fulcro del libro è però il ritratto delle due sorelle, Bean e Mayuri. Bean è una bambina troppo credulona e con tanta fantasia, che ha paura dei fantasmi e ogni giorno sceglie un gusto di gelato diverso, mentre la sorella maggiore Mayuri è ormai affezionata unicamente alla vaniglia. Sapendo che il libro è in parte autobiografico, è chiarissimo con quale delle due sorelle si identifica l'autrice e se avessimo ancora qualche dubbio, questo viene comunque dissipato quando leggiamo che Bean decide di volare a Londra, dove vive con gli amici ed ex-colleghi del padre. Ed ecco il classico racconto dell'espatrio: la difficoltà di ambientarsi, il lavoro in ufficio e le storie d'amore interetniche. Ma c'è anche il ritorno al paese natale e un finale simbolico che non vi svelo.
C'è qualche dejà-vu, dovuto alla chiara influenza dei romanzi postcoloniali di autori come Zadie Smith (i deliziosi titoli dei capitoli, ad esempio, e un certo senso dell'humour) e Salman Rushdie (la coincidenza di avvenimenti salienti nella vita dei protagonisti con vicende storiche ben precise). Tuttavia le descrizioni di vita familiare sono vivide e la scrittura sensuale. La scintilla che ha fatto scattare la voglia di scrivere questo romanzo è stato il ritrovamento di un pacco di lettere d'amore scritte dai genitori dell'autrice. Tishani Doshi ha descritto questo romanzo come "una lettera d'amore ai suoi genitori" ed è forse per questo motivo che la storia d'amore tra Sian e Babo è così volutamente stereotipata. Anche Bean, infatti, è alla ricerca dell'amore ma ha come paragone la storia d'amore intensa e anomala dei suoi genitori, che ha attraversato gli oceani. Tra lei e i genitori, inoltre, c'è una differenza generazionale non indifferente e tutto un mondo di possibilità in più.
Un po' storia d'amore all'antica, un po' saga familiare "Il Piacere Non Può Aspettare" non delude ed è un buon romanzo di debutto per questa nuova scrittrice, di cui sentiremo sicuramente parlare ancora. La scelta del titolo non è casuale ed è legata alla sensualità e alla ricerca del piacere che si percepisce nelle vite della famiglia in questione. Tishani Doshi non è certo estranea a questo tema, avendo lavorato come ballerina per la famosa coreografa Chandralekha, che proprio sulla sensualità e sulla commistione tra tradizionale e moderno fonda la sua danza.

Tishani Doshi sarà al Festivaletteratura di Mantova, non perdetevela!


Sull'autrice: Tishani Doshi è nata nel 1975 a Madras, da padre indiano e madre gallese. E' poetessa (nel 2006 ha pubblicato una collezione di poesie in inglese intitolata "Countries of the Body"), giornalista (scrive tra l'altro una rubrica dedicata al cricket!) e ballerina (ha lavorato con la famosa coreografa indiana Chandralekha). "Il Piacere Non Può Aspettare" è il suo primo romanzo.