Thursday, January 29, 2009

Italieni - Memole Version

Le ultime Berlusconate

Dopo aver raccontato barzellette sui campi di concentramento ed essersi rifiutato di presenziare al giuramento di Obama perché lui è un protagonista e non una comparsa (ma io sospetto che non sia stato neanche invitato), spara una delle più belle berlusconate da mesi:

“Quando vado sulla tv nazionale in seconda serata, mi bastano 5 minuti per sentire qualcosa contro di me: l'altra sera c'era addirittura un'astrologa che mi attaccava”.

L’astrologa in questione non è un Paolo Fox in gonnella che prevede un’influenza funesta di Giove nel mese di gennaio, ma l’ASTROFISICA Margherita Hack! Con il caratterino che si ritrova, non è escluso che sentiremo presto la replica della scienziata.
E io che sono iscritta la gruppo di facebook “per Margherita Hack senatrice a vita!”. Mi sa che ora dovremmo accettare la candidatura di Mike Buongiorno…

E inoltre dichiara di voler mandare altri 30,000 soldati nelle città (10 volte quelli che ci sono oggi). Nonostante tutto vi ricordo che Roma è una delle città più sicure d’Europa. Nel frattempo, lo stupratore di Capodanno ottiene gli arresti domiciliari, nonostante in campagna elettorale si fosse cianciato tanto della sicurezza della pena.

Non contento, commenta sugli stupri dicendo che sarebbe impossibile avere un poliziotto per ogni bella donna d’Italia, come a dire che è tutta loro la colpa se vengono stuprate. Capito Mara? Non mettere più la minigonna che in Parlamento di maschietti con brutte intenzioni ce ne devono essere parecchi…

Italieni 2009 #4:
Un articolo apparso su La Repubblica vieterebbe, nella ridente cittadina di Lucca, l'apertura di ristoranti di "stampo etnico". A parte il fatto che "cibo etnico" è una definizione stupida, ma che male ti fa un kebab o un involtino primavera? Apprezzare le altre cucine è uno dei metodi più semplici per favorire l'integrazione tra culture diverse.

Italieni 2009 #5:
"Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione." - Don Floriano Abrahamowicz
Don Floriano Abrahamowicz, capo dei lefebvriani di Treviso (tanto per non farci riconoscere, come sempre) che ha celebrato la messa in latino a Lanzago di Silea (TV) per Umberto Bossi e normalmente la celebra per Borghezio (due persone assolutamente non razziste). Non erano bastate le parole del vescovo scismatico britannico, mons. Richard Williamson, pronunciate proprio nel Giorno della Memoria e all'indomani della revoca della scomunica da parte di papa Ratzinger, a mettere in dubbio l'esistenza dell'Olocausto. Da notare con che gente si accoppiano i leghisti!

Wednesday, January 28, 2009

3. "Animal Farm" di George Orwell

Anno di prima pubblicazione: 1945
Genere: favola, satira
Paese: Gran Bretagna

In italiano: La Fattoria degli Animali di George Orwell (Mondadori, Oscar Classici Moderni € 7,80)

Sull’autore: Geroge Orwell era lo pseudonimo di Eric Arthur Blair, nato nel 1903 a Motihari, in India, dove il padre lavorava come funzionario dell’impero britannico. All’età di un anno Eric torna in Inghilterra, nel Sussex, con la madre e studia in scuole prestigiose, come Eton, grazie a delle borse di studio. Finiti gli studi si arruola nella polizia imperiale in Birmania dove vive fino al 1927. Al suo rientro in Inghilterra si trasferisce a Londra e comincia ad esplorare i bassifondi, prendendo spunto da quello che aveva già fatto Jack London. Pubblicò un libro intitolato Down and Out in Paris and London sull’esperienza. Visse anche tra i minatori del nord dell’Inghilterra, un’esperienza che gli fece abbandonare il capitalismo in favore del socialismo. Nel 1936 è in Spagna a scrivere sulla guerra civile ed è testimone delle atrocità commesse dai governi dittatoriali fascisti. Il suo odio per l’ascesa al potere di regimi dittatoriali come quello di Hitler in Germania e di Stalin in Russia gli fu d’ispirazione per scrivere La Fattoria degli Animali (1945) e 1984 (1949), i suoi romanzi più famosi. 1984 è, insieme al Mondo Nuovo di Aldous Huxley, uno dei principali romanzi sull’utopia negativa, chiamata anche distopia, mentre La Fattoria degli Animali è una critica al partito comunista russo e in particolare alla dittatura di Stalin attraverso una fiaba con degli animali per protagonisti.

Trama: Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". La dittatura e la repressione fanno riappacificare gli animali con gli uomini che ormai non appaiono più agli exrivoluzionari molto diversi da loro.

Alcuni Pensieri: I maiali, Napoleon e Snowball, rappresentano i due leader russi Stalin e Trotsky. Napoleon riesce a diventare il dittatore della fattoria e a cacciare e demonizzare Snowball. I maiali, a differenza di tutti gli altri animali della fattoria, non lavorano, ma dirigono gli altri, vantandosi di essere la mente della rivoluzione. Mentre ciò avviene, i princìpi dell’animalismo, versione orwelliana del comunismo, vengono modificati fino al punto che degli insegnamenti dell’ideatore della rivoluzione, il Vecchio Maggiore un po’ Marx e un po’ Lenin, niente è più riconoscibile. The Old Major muore di vecchiaia cedendo il potere dopo aver insegnato anche agli animali più stupidi i principi della sua rivoluzione.
E’ un bel libro, un classico che non avevo ancora letto. Si legge velocemente, in un paio di sere ed è piacevole e scritto in maniera facile facile. Può venir letto come una fiaba per ragazzi che mette in guardia dall’abuso di potere e dal totalitarismo, ma anche come una satira del partito comunista russo e soprattutto come la storia del degrado di un ideale di rivoluzione. Come nel caso de Il Maestro e Margherita di Bulgakov, si usano metafore e personaggi di fantasia per parlare della situazione di un paese in cui le masse contadine sono tenute nell’ignoranza a lavorare per arricchire quei pochi che si professano superiori. Per questo l’animalismo (leggi comunismo) di Napoleon non è tanto diverso dal capitalismo del fattore che è stato cacciato dalla fattoria e alla fine, infatti, ci si accorge di come i maiali siano diventati uguali agli umani per quanto riguarda vizi e arroganza nei confronti degli altri animali della fattoria.

Tuesday, January 27, 2009

Michael Crichton (1942 - 2008)

Michael Crichton is mostly famous as the author of Jurassic Park (1990) and its sequel The Lost World (1995), which were adapted into high grossing movies. He is also the creator of the TV series ER.

He was born in Chicago and raised in Long Island, New York. He studied at Harvard and began writing fiction with a pen name during medical school. He writes mostly science fiction, medical fiction and thriller books. His plots often portray scientific advancements going awry, commonly resulting in worst-case scenarios. He has written more than twenty works of fiction and many screenplays. Among his most famous novels there are the interational best-sellers Congo (1980) and The Rising Sun (1992). In 1994 Micheal Crichton created the TV series ER, even though he only wrote the first three episodes of the first season (back when George Clooney was playing doctor Ross!). Film director Steven Spielberg, who had also directed the adaptation of Jurassic Park, was the producer of the series.


PS: I never knew that the surname was pronounced /craiton/! I used to prounce Crichton like Krypton...

David Foster Wallace (1962 – 2008)

David Foster Wallace was born in 1962 in Ithaca, New York, and majored in English and philosophy. His first novel, The Broom of the System (1987), garnered national attention and critical acclaim. He moved to Boston to pursue degree studies in philosophy at Harvard University but he later abandoned them. His most successful novel, Infinite Jest, was published in 1996. After that, he published some short stories and non-fiction (for example Girls with Curious Hair, in 1989, and Oblivion: Stories, in 2004). Wallace, who suffered from depression, committed suicide in September 2008. During the memorial service held after his death, many people spoke about him, including authors Don DeLillo, Zadie Smith and George Saunders.
His fiction is often concerned with irony and combines various writing modes or voices, and incorporate jargon and vocabulary (sometimes invented) from a wide variety of fields. His writing featured self-generated abbreviations and acronyms, long multi-clause sentences, and a notable use of explanatory footnotes and endnotes — often nearly as expansive as the text proper.

Sunday, January 25, 2009

2. "The No.1 Ladies’ Detective Agency" di Alexander McCall Smith

Anno di Prima Pubblicazione: 1998
Genere: romanzo, erroneamente definito a volte romanzo giallo
Paese: Gran Bretagna / Botswana


Sull’autore: Nato nel 1948 in Zimbabwe (che allora si chiamava ancora Rhodesia) da una famiglia di origini scozzesi, ha studiato sia in Zimbabwe che in Scozia. Ha insegnato diritto alla University of Botswana ed è ora uno scrittore avviato. Ha scritto sia libri per bambini che collezioni di racconti, per esempio The Girl Who Married a Lion and Other Tales from Africa (2004). Nel 1998 ha scritto il primo romanzo della serie The No.1 Ladies’ Detective Agency, che è diventata molto popolare in diversi paesi per il modo assolutamente positivo in cui cattura la vita di tutti i giorni in Africa, senza toni sentimentali o paternalistici.

Trama: Precious Ramotswe decide di aprire la prima agenzia investigativa del Botswana. Con poco più di un camioncino bianco per condurre le sue indagini, Mma Ramotswe inizia a trattare i casi più diversi: una moglie che pensa che il marito la tradisca, una figlia che vuole conoscere la vera identità dell’uomo che si spaccia come suo padre e stregoneria ai danni del figlio di un maestro di scuola elementare. Di questo romanzoè stato anche fatto un adattmento per la televisione (BBC) firmato da Anthony Minghella.

Alcuni pensieri: Veramente carino: si legge in un soffio. Se cerchi un libro che parli dei problemi economici e sociali del Botswana o delle ingiustizie nell'estrazione e nel commercio dei diamanti, non cercare qui. E' il primo libro di una serie che racconta di una donna che apre la prima agenzia investigativa di Gaborone, la capitale del Botswana. Niente di più. Non è un vero e proprio romanzo giallo, ma più un libro che esalta lo stile di vita Batswana (sì, è proprio questo l'aggettivo giusto da usare). Purtroppo nessuno si è preso la briga di tradurlo in italiano, mentre tutti gli altri libri sono stati già tradotti. Misteri dell'editoria!
E' un libro leggero sull'Africa, una volta tanto. Qualche storia triste c'è, per esempio quella del padre di Mma Ramotswe che ha lavorato per molti anni nelle miniere del Sudafrica rovinandosi la salute, ma in generale è un libro "feel good", come si direbbe in inglese. E poi Precious Ramotswe beve di continuo il "bush tea" (in Italia è conosciuto con il nome afrikaans “Rooibos”) che a me piace da impazzire. Nel libro ci sono forti connessioni con tutti gli altri paesi dell'Africa australe, quindi leggendolo assorbite anche alcune suggestioni del Sudafrica (la capitale del Botswana, Gaborone, si trova a pochi chilometri dal confine con il "rainbow country"), dello Zimbabwe e del Malawi.
E non venitemi a dire che uno scrittore bianco non può scrivere romanzi con protagonisti neri, perché se avesse scritto un romanzo sull'Africa australe senza personaggi neri sarebbe stato ancora peggio. Io tutto sommato l'ho trovato privo di quel senso paternalistico che a volte si percepisce leggendo libri scritti da europei o americani che hanno viaggiato molto in Africa e invece permeato di amore autentico per il continente africano. Magari non il libro più profondo che abbia letto, ma comunque piacevole.

STARS: 3 ½ / 5

Friday, January 23, 2009

1. "54" di Wu Ming

Anno di prima pubblicazione: 2002
Genere: romanzo
Paese: Italia

In italiano: Einaudi (2002 e 2008), € 13,50
In English: “’54” by Wu Ming, published by Arrow Books Ltd. (paperback) and William Heinemann Ltd. (Hardcover)


My fellow English readers, if you want to read something Italian, something new and thrilling, something that’s not the usual Umberto Eco and Italo Calvino, I advise you to check out this great writers: Wu Ming. You won’t be disappointed, promised.

Sugli autori: Wu Ming è un collettivo di narratori attiva dalla fine del XX secolo. Nell’ultimo anno del Novecento col nome “Luther Blissett”, pubblicarono il romanzo Q (Einaudi Stile Libero). A partire dal 2000 hanno scritto romanzi di gruppo (l’ultimo dei quali è Manituana), e individuali, oltre alla sceneggiatura del film Lavorare con Lentezza. In cinese mandarino, Wu Ming significa “senza nome” oppure “cinque nomi”, a seconda di come viene pronunciata la sillaba. Il nome d’arte è inteso tanto come tributo alla dissidenza ("Wu Ming" è un modo di firmarsi frequente presso i cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà di parola) quanto come rifiuto dei meccanismi che trasformano lo scrittore in divo. A questa scelta si lega anche la particolare posizione degli autori in ordine al diritto d'autore: tutte le opere di Wu Ming sono infatti pubblicate sotto licenza Creative Commons e dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare i testi integrali, per i quali è consentita una riproduzione (totale o parziale) in qualunque formato, ed a scopi non commerciali.

Trama: Questo romanzo è formato da molte storie che si intrecciano, tutte ambientate nel 1954: c’è Robespierre Capponi che gestisce un bar a Bologna e decide di andare a trovare clandestinamente suo padre in Iugoslavia, la sua amante Angela che ha un fratello in un ospedale psichiatrico, poi ci sono Zollo e Kociss di Napoli che se la devono sbrigare con mafia e un televisore rubato ed infine… Cary Grant, la star hollywoodiana. Un mix alquanto improbabile di personaggi per una storia che si svolge in mille luoghi: Trieste, Bologna, Napoli, Dubrovnik, Mosca e Palm Springs per citarne alcuni. Ma il filo conduttore è la guerra fredda: la caccia alle streghe di McCarthy in America sta diventando un’ossessione e la situazione politica della Iugoslava dopo la morte di Stalin.

Alcuni Pensieri: Mi era stato consigliato di leggere qualcosa dei Wu Ming, "Q" in particolare. Purtroppo non sono riuscita a trovarlo in libreria, quindi ho comprato questo, attirata dalla trama un po' sconclusionata. Inserire Cary Grant tra i personaggi di un romanzo, e metterlo pure in copertina è una scelta un po' azzardata, ma mi piacciono gli scrittori anti-conformisti. I Wu Ming a mio parere sono molto innovativi nel panorama della letteratura contemporanea italiana che è alquanto piatto. Lo stile è impeccabile; ci sono personaggi che vengono dalle più svariate parti d'Italia e ad ognuno è assegnata la lingua che avrebbe parlato nel 1954, anno in cui è ambientato il libro. Le caratterizzazioni più belle sono ovviamente quelle dei bolognesi (mi sembra di ricordare che i Wu Ming hanno come loro 'base' Bologna) e Napoli. Personaggi minori come Bottone o Walterùn sono geniali tanto e forse più di quelli principali, come Robespierre. Sì proprio Robespierre si chiama il protagonista! Ammetto che il mio romanzo è un po' troppo politicizzato per i miei gusti: io sto a sinistra, ma non tanto da esaltare la rivoluzione di Fidel Castro come si fa alla fine del libro (dai, è uno spoiler piccolo piccolo, non arrabbiatevi), come se il comunismo cubano possa essere simbolo di speranza, dopo i fallimenti di Tito e Stalin. Ma questo non toglie che "54" mi sia piaciuto parecchio e che non mancherò di comprarmi un altro libro dei Wu Ming quando tornerò in Italia.


STARS: 4/5

Wednesday, January 21, 2009

Gli italieni... visti dalla Zadie

Zadie Smith ha vissuto per due anni a Roma con il marito Nick Laird, anche lui scrittore. In un'intervista pubblicata sul web (qui la trovi completa) racconta *:

Nel tuo saggio Il fallimento riuscito pubblicato su "Internazionale" il 28 dicembre 2007, ti confronti con il ruolo dello scrittore, del lettore e del critico. E' strano in Italia leggere queste riflessioni. Il discorso sulla letteratura è un dibattito molto sentito nel mondo anglosassone?

E' vero c'è questa sensazione in Italia: non c'è discussione nel mondo della letteratura. Quando leggo "Vanity Fair", per imparare l'italiano, mi sorprendono le pagine delle recensioni dei libri che non sono problematiche, sono scritte in questo modo lirico come se per trattare di letteratura sia necessario utilizzare un linguaggio retorico e teatrale. Questo non si usa molto in Inghilterra o in America dove c'è una maggiore coscienza della divisione degli stili di fronte a un romanzo, che annuncia subito l'anima dello scrittore: le più ovvie divisioni sono tra realismo e fantasia, liricismo e minimalismo (painless). Alcuni stili sono subito esemplificati citando i capostipiti, come Kafka, Cecov e Carver, e c'è anche una seria divisione di sensibilità che portano a delle discussioni incredibilmente violente che non esistono in Italia. Inoltre mi sembra che culturalmente si legga poco qui. Una cosa che mi ha scioccato qua a Roma è vedere quanto poco leggano i giovani nei luoghi pubblici, come nei caffè, sugli autobus, sui treni rispetto a Londra e New York. In questo poco, mi sembra che i giovani leggano pochi romanzi italiani e molti autori americani.

[…]

Sullo sfondo di Della bellezza c'è la guerra di Haiti che non tocca mai, se non superficialmenti, gli attori del romanzo. Che cosa volevi dire con queste presenze?

Cerco di essere sempre il più accurata possibile quando scrivo di come ci si sente nel mondo, di immedesimarmi in un dato luogo e in un dato tempo e di rappresentare realisticamente la coscienza dei personaggi. Trovo che la coscienza politica, religiosa e morale è molto limitata, una specie di cattiva coscienza sullo sfondo, una indifferenza. Quando sono stata a Boston si vedevano i rifugiati di Haiti, ma appena svoltato l'angolo scomparivano dalla mente, come i romeni qui a Roma. A nessuno interessava relamente la loro condizione. Non credo che questa sia una impostazione politicamente scorretta, ma realistica. Altri aspetti del politicamente corretto sono insopportabili, come la tolleranza. Tollerare è un'offesa. Non capisco come si possa riferire a un essere umano. Che cosa significa "ti tollero"?

E ancora: «La gente è simpatica, mi piacciono la lingua, l’arte, i vecchi film. E poi sono stata attirata dalla spiritualità che si respira qui. Però, soprattutto con le ultime elezioni la situazione è precipitata: come se fossimo tornati agli anni Cinquanta. Così, oggi, ho voglia di fare le valigie».



* Chiedo scusa per la traduzione non proprio perfetta, che non è mia.