Italieni 2009 # 6:Comincio con una bella notizia:
quest'articolo de La Tribuna di Treviso riporta la presenza di alcune impiegate con il velo (o
l'hijab, come sarebbe più corretto dire) negli uffici del Comune in giro per la provincia, più alcuni altri
impiegati (assunti con un contratto a tempo determinato) che parlano bene le lingue degli immigrati nella
provincia di Treviso: arabo, albanese e cinese. Quante volte in coda ad uno sportello del Comune o della ASL non abbiamo sentito un'impiegata sforzarsi di far capire ad uno straniero che parla poco l'italiano come funziona la complicatissima burocrazia italiana? E quante volte avremmo voluto che lo straniero rispondesse: "Hey, sono straniero, non stupido"? Ecco risolta la questione. Più o meno...
Memole dice: Bella iniziativa, non lo metto in dubbio. In realtà è un po' uno specchietto per le allodole, perché sono abbastanza sicura che si tratti solo di volontari, in quanto le amministrazioni leghiste sono molto restie a spendere anche solo 5 lire in questioni riguardanti l'integrazione degli immigrati, anche se questi in alcuni comuni della provincia arrivano ad assere il 20 % degli abitanti. Nel mio comune, ad esempio, si sono rifiutati di darci uno spazio dove fare il laboratorio di italiano (per non parlare di soldi), cosicché dobbiamo usare la canonica gentilmente offerta dal parroco (e quasi nessuno tra gli studenti è cristiano). A me sembra un po' che quotidiani come La Tribuna cerchino disperatamente di dimostrare che Treviso non è poi così chiusa nel confronto dei migranti e degli stranieri in generale, dimostrando grande stupore e facendo sembrare che sia una grande concessione avere un paio di impiegati marocchini in comune, mentre queste cose dovrebbero essere la norma. Qui in Inghilterra lavoro in una scuola dove la segretaria è iraniana e porta il velo, una professoressa di inglese è di origine indiana e due prof di religione sono africani. Ed è tutto normale, nessuno è esaltato e si auto-elogia per questo. La tolleranza non dovrebbe essere una concessione. Anzi è proprio la parola tolleranza ad essere sbagliata perché nella sua etimologia implica il concetto di concessione, cioè il tollerare, il sopportare, ma non il convivere serenamente.
Italieni 2009 # 7:
Ho letto ieri nel Guardian una specie di sondaggio che è stato fatto nelle strade di Manhattan. Un giornalista girava con una foto del primo ministro britannico Gordon Brown, chiedendo ai passanti se lo conoscessero. Naturalmente nessuno l'ha riconosciuto, visto il poco carisma e l'ignoranza presunta degli americani (digitate 'Dumb Americans' su you tube e non crederete alle vostre orecchie). Chissà cosa succederebbe se girassimo per Londra con la foto del Cavaliere, chiedendo ai Londoners chi è costui... Magari un giorno di questi lo faccio! E se provo con Franceschini (emoticon diavoletto che non ho...)?
Parole (it)aliene rebus:
Ma Berlusconi ha detto "Moi, je t'ai donné la tua donna" (come sostiene la tv francese leggendo il labbiale) o "Tu sais que j'ai etudié a la Sorbona" (come sostengono i berlusconiani)? E' peggio che quando si cercava di capire che cosa ha detto Materazzi quella volta! Tranquille donne del Bel Paese, in realtà, siccome il nostro Premier è acculturato ed ha (forse) studiato alla Sorbona, la donna in questione è la Monna Lisa, gentilmente concessa dagli italiani ai cugini d'oltralpe...