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Sunday, February 14, 2010

44. "Maschere Nude: 'Sei Personaggi in Cerca d’Autore', 'Ciascuno a Suo Modo' e 'Questa Sera si Recita a Soggetto'” di Luigi Pirandello


Anno di prima pubblicazione: 1920, 1924, 1930
Genere: teatro, teatro nel teatro
Paese: Italia

In English: these three plays have been translated as Six Characters in Search of an Author, Each In His Own Way and Tonight We Improvise. I think you can find them in several collections of plays by Pirandello.

Trame:
Tre pièces di Pirandello sul metateatro, cioè il teatro che viene rappresentato a teatro. La prima, Sei Personaggi in Cerca d’Autore, è la più famosa: sei personaggi, appunto, creati dalla mente di un autore anonimo ma mai portati in scena, giungono – fisicamente - in un teatro dove si sta provando una commedia e finiscono per imporsi sugli attori veri e propri. Si tratta di un padre, una madre, una figliastra, il figlio, un giovinetto e una bambina, che hanno una storia da raccontare ma non si riconoscono negli attori che possono interpretarla sul palcoscenico. Poco a poco i personaggi iniziano a raccontare, lasciando interdetti gli attori della compagnia teatrale che stavano provando proprio una commedia dello stesso Pirandello. Nella seconda commedia, Ciascuno a Suo Modo, viene rappresentata un’opera ispirata ad un fatto reale, ma i protagonisti coinvolti sono proprio lì a teatro e finiranno per combinare un finimondo. Tra un atto e l’altro, intanto, ci saranno attori nascosti tra il pubblico che commenteranno la riuscita della commedia. Nella terza opera, intitolata Questa sera si Recita a Soggetto, la commedia da improvvisare ha come protagonisti una mamma e quattro figlie, che si vedono con altrettanti giovani, ma la gelosia degli attori finirà per avere il sopravvento e deturpare quella che dovrebbe essere una commedia basata su un canovaccio.

Alcuni pensieri: Leggo raramente teatro, non perché non mi piaccia ma perché preferisco vederlo dal vivo. Questa è una delle rare occasioni in cui mi è capitato un libro di teatro in mano, dopo che è rimasto per lunghi anni a prendere la polvere tra gli scaffali, ed ho deciso di leggere tutte le commedie contenutevi (in questo caso solo tre). Non posso dire che sia facile leggere queste opere di Pirandello e forse neanche vederle a teatro lo è, a differenza di altri suoi capolavori, in particolare quelli del teatro "umoristico" (vedi paragrafo "Sull'Autore"). Però è un teatro cervellotico, fatto per chi di teatro ne ha macinato già parecchio e sa riflettere per questo su che cosa vuol dire mettere in scena un’opera teatrale.
In Sei Personaggi in Cerca d’Autore si gioca sul concetto di Commedia dell’Arte, cioè sull’improvvisazione. I personaggi senza autore che irrompono sulla scena portano una storia, che viene rappresentata dagli attori improvvisando come se si stesse leggendo un canovaccio. C’è quindi una scissione tra personaggi ed attori. Il palcoscenico, che di solito simula un ambiente del mondo reale, in questo caso è solo un palcoscenico, dove si sta provando una commedia di Pirandello, nonostante lo stesso capocomico preferisca in linea di massima le commedie francesi, anche perché Pirandello “chi l’intende è bravo”. I personaggi non si riconoscono nell’interpretazione degli attori teatrali, sottolineando come ogni rappresentazione si distacchi dall’idea che ne aveva avuto l’autore oppure come la realtà, se rappresentata in un teatro, risulti per forza di cose falsata, anche a causa delle regole teatrali, che sono diverse da quelle del mondo reale. La storia narrata dai personaggi in cerca d’autore è in realtà poca cosa rispetto a questa riflessione metateatrale.
La seconda commedia, Ciascuno a Suo Modo, inserisce elementi che interagiscono direttamente con il pubblico: per prima cosa una falsa pagina di giornale, che avvisa che la commedia che sta per essere inscenata è tratta da una vicenda reale, e in seguito degli attori che parlano tra il pubblico, fingendo di chiedersi fino a che punto l’autore si sarà spinto nella rappresentazione di un fatto realmente accaduto. C’è il solito rapporto complicato e conflittuale tra verità e finzione, tra realtà, vita vera e recitazione. Gli attori sono anche persone, gli autori pure, ma possono anche essere personaggi. Dopo il primo atto Pirandello fa dell’autocritica, perché nel primo intermezzo corale, gli attori nascosti fra il pubblico definiscono le opere pirandelliane “oscure”, “cerebrali”, “incomprensibili”. All’autore piace giocare con i commenti negativi che gli arrivano, anticipando già quello che dirà il pubblico (o la critica) alla prima di Ciascuno a Suo Modo. Il tema principale è l’inconsistenza e la mutevolezza delle opinioni: gran parte della commedia va avanti raccontando delle cose che sono avvenute in passato, cioè raccontando come sono andati i fatti o rettificando opinioni espresse precedentemente. C’è il tema dello specchio: i protagonisti reali della vicenda si riconoscono nei personaggi e negli attori della commedia e si ribellano, arrabbiandosi per come l’autore ha riportato la cosa, ma poi ripetendo la stessa scena. Di nuovo si gioca sul rapporto tra finzione e realtà, recitazione e vita vera. Anche in questa commedia, più che la trama, che è una cosa da niente, sono importanti gli elementi metateatrali.
L’ultimo opera del libro, Questa sera si recita a soggetto, è molto vivace, con donne e uomini che cantano e scherzano. C’è una doppia recitazione: alcuni attori che recitano nella commedia inscenata (siamo di nuovo su un palcoscenico), come la caratterista e il vecchio attore, vengono travolti dalle loro gelosie personali proprio mentre stanno recitando, quindi gli attori prendono il sopravvento sui personaggi, che è il contrario di quello che succede in Sei Personaggi in Cerca d’Autore.
Pirandello ammette scherzosamente che il pubblico non si aspetta di rilassarsi e divertirsi quando va a vedere una sua commedia e infatti non lo può fare. E’ più lo sforzo messo per capire gli intrighi tecnici dell’opera (gli intervalli che non sono veri intervalli, per esempio), che il divertimento nel guardare la commedia in sé. Mi chiedo come risultino queste commedie in teatro e se si usi ancora rappresentarle: non tutti sono disposti ad assistere ad un teatro così complicato e cervellotico.

Sull’autore: Luigi Pirandello fu uno dei più importanti scrittori italiani del novecento. Nato ad Agrigento nel 1867 da un’agiata famiglia borghese, compì i suoi studi universitari prima a Palermo e poi a Roma, terminandoli poi a Bonn, in Germania con una tesi sul dialetto di Girgenti, la sua terra natale. Anche a causa della malattia mentale della moglie Antonietta si interessò alle teorie psicanalitiche di Sigmund Freud. Trasferitosi a Roma, conobbe l’ambiente letterario della capitale e pubblicò il suo primo romanzo, Il Fu Mattia Pascal, nel 1904, anche se il successo arrivò solo intorno al 1922 con il teatro. La sua adesione al fascismo è sempre stata il cruccio degli storici e dei letterati: ancora oggi ci si interroga sulle sue motivazioni. La sua produzione teatrale si può dividere in quattro fasi: la prima, chiamata “del teatro siciliano”, cioè delle commedie giovanili scritte interamente in lingua siciliana (Liolà per esempio, o Pensaci Giacomino), poi una seconda denominata “del teatro umoristico” dove si iniziano a percepire numerosi paradossi e il concetto di relatività (Il Berretto a Sonagli o Il Giuoco delle Parti ne sono un esempio), una terza fase del “teatro nel teatro” che comprende anche queste tre opere dove il mondo si trasforma in palcoscenico, ed infine un’ultima fase chiamata “dei miti”, che comprende anche la sua opera incompiuta, I Giganti della Montagna. Pirandello infatti morì nel 1936 senza finire di scriverla. Oltre che un proficuo attore di teatro, è stato anche un ottimo scrittore di novelle, tutte raccolte in Novelle Per un Anno (1922), progetto ambizioso mai portato a termine (anziché 365, l’autore riuscì a scriverne solo 341, più 15 pubblicate postume). L’influenza di Pirandello nella letteratura italiana che lo segue è immensa. Ha anche vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1934.